Il LEGAME CON IL BEATO PAOLO VI

Tra i luoghi più significativi di un ideale itinerario montiniano a Brescia, risalta senza dubbio il Santuario della Madonna delle Grazie, il santuario mariano per eccellenza della diocesi. Casa Montini sorge proprio a fianco del santuario e Paolo VI, generalmente così riservato e discreto, si lasciò andare ad una pubblica confidenza durante l’Angelus dell’8 settembre 1966, dicendo che “in quel pio domicilio casa e chiesa di culto mariano maturò la mia vocazione sacerdotale”.

Non a caso poi il giovane don Battista Montini volle celebrare la sua Prima Messa, il 30 maggio 1920, proprio all’altare della Madonna delle Grazie. Esiste la testimonianza di una persona presente in quell’occasione; si tratta di suor Raffaella Belloni che, all’indomani dell’elezione a Papa di Paolo VI, così ricordava quella Prima Messa: “Il Santuario era addobbato meravigliosamente con ricchezza di fiori e di luci e davanti all’altare, indossando la bianca pianeta fatta con l’abito nuziale della sua mamma, il nostra “san Luigino”, come lo chiamavamo noi dell’Azione Cattolica, era inginocchiato in profonda meditazione. Gli erano accanto la nonna, i genitori, i fratelli, i familiari, personalità del mondo cattolico bresciano e di altre città. Era assistito da Rev.di mons. Zammarchi, padre Caresana e padre Bevilacqua e altri sacerdoti di cui non ricordo il nome. Iniziò la celebrazione della Messa, seguita da tutti con commozione vivissima. Il punto culminante della S. Messa fu per me quando il novello sacerdote si avvicinò a somministrare la S. Comunione. Guardai la mamma e la nonna: che dolcezza dipinta sui loro visi! Anche sul viso degli altri presenti e su quello del celebrante stesso non era meno profonda. A funzione terminata, all’uscita della chiesa, quanti pronostici sentiti su di lui… che avrebbe fatto molta strada e forse chissà…”.

Anche padre Felice Murachelli, anziano padre oblato residente presso il Santuario, ricordava quella Prima Messa in cui “il discorso d’occasione, quasi profetico, venne tenuto dal prof. Don Angelo Zammarchi sulla frase evangelica “Et tu puer propheta Altissimi vocaberis”.

Nel racconto di suor Raffaella Belloni si accenna ad un particolare significativo: il novello sacerdote, per la sua Prima Messa, indossava la pianeta ricavata con l’abito nuziale della mamma Giuditta Alghisi. Questa pianeta è stata sempre gelosamente custodita da Paolo VI e, alla sua morte, il suo segretario mons. Pasquale Macchi volle donarla alle Suore Marcelline di Milano dove aveva studiato da giovane mamma Giuditta. A loro volta, in occasione della beatificazione di Paolo VI il 19 ottobre 2014, le Suore regalarono questa pianeta a Papa Francesco, il quale ha voluto farne dono al Santuario della Madonna delle Grazie dove è attualmente custodita.

Alla Prima Messa del 30 maggio 1920 all’altare della Madonna hanno fatto seguito altre numerose Messe celebrate (232 per la precisione) dal giovane don Battista Montini e poi via via fino al momento (1954) in cui da Roma si stava preparando a diventare arcivescovo di Milano. Nel 1963, prima di partire per il conclave da cui uscirà eletto Papa, passò per un’ultima preghiera al Santuario e appena eletto fece pervenire in dono una casula con lo stemma pontificio.

Numerosi sono poi i segni che attestano i profondi legami del futuro Paolo VI con il Santuario delle Grazie; ne fanno fede, ad esempio, diverse testimonianze scritte che si trovano nelle lettere ai familiari. Da Varsavia, dove si trovava a fare l’apprendista diplomatico della Santa Sede, l’8 settembre 1923 il giovane don Montini scriveva: “Rispondo anch’io il mio ‘presente!’ alla consueta riunione familiare per la festa d’oggi; immagino voi tutti riuniti e credo che dall’altissimo lo sguardo unico della Madonna veda voi e me come se insieme fossimo a pregarLa di proteggere ancora e sempre la nostra casa”.

E da Roma l’8 settembre 1928 al termine di una lettera:” State bene. E la Madonna che ho oggi con voi spiritualmente festeggiato, vi protegga tutti e sempre”.

Ancora da Roma il 10 settembre 1934: “Ricevo con piacere la lettera della Mamma, in data di ieri, con l’eco della festa delle Grazie, anche per me ricca di rimpianti, di ricordi e di speranze…”.

Così l’8 settembre 1940: “Dove siete? Vi immagino rimasti a Pontedilegno per godere gli ultimi doni di sole della stagione alpina, ma tutti riuniti alle ‘Grazie’ con lo spirito per festeggiare la ‘nostra’ Madonna. E ci sono anch’io per ritrovare sotto la materna tutela di Lei l’intimità più cara della nostra casa”.

Proprio per questi profondi legami di fede e di vita del Santuario della Madonna delle Grazie con Paolo VI il Vescovo di Brescia mons. Luciano Monari lo ha riconosciuto come “Santuario Montiniano” e, a seguito della beatificazione, l’attigua basilica ospita la reliquia del Papa usata per il rito della beatificazione: la maglietta con le tracce di sangue dell’attentato subito da Paolo VI a Manila il 29 novembre 1970.

Nel Santuario della Madonna delle Grazie la memoria di Paolo VI è richiamata, oltre che dal grande Crocifisso in bronzo opera di Enrico Manfrini donato dal Papa e attualmente esposto nella artistica sagrestia, anche da alcune testimonianze di “grazie ricevute” per intercessione di Paolo VI e collocate nei pressi della sagrestia. Significativa infine la statua in bronzo di Paolo VI, opera di Luciano Scalzotto, collocata nel chiostrino adiacente al Santuario: con le braccia aperte in segno di accoglienza, gesto tipico di Paolo VI, rende bene l’immagine del Papa che ha aiutato la Chiesa del nostro tempo a camminare, nel nome di Cristo, sulle strade dell’uomo realizzando sempre di più la sua vocazione di “esperta in umanità”.

Don Pierantonio Lanzoni – vice-postulatore della causa di beatificazione di Paolo VI

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